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NATO per Uccidere

I crimini contro i civili in Afghanistan

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Descrizione

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Verità oscurate: le voci dimenticate dell’Afghanistan

Filippo Rossi ha compiuto un viaggio profondo e toccante nelle regioni remote e isolate dell’Afghanistan, dando voce alle testimonianze dirette di coloro che hanno sofferto a causa dell’invasione occidentale e dell’occupazione nel paese. Attraverso le loro storie, Rossi mette in luce il punto di vista spesso trascurato delle persone comuni, vittime della violenza e delle conseguenze dell’intervento occidentale. Durante il viaggio, Rossi ha acquisito una nuova consapevolezza sulle azioni dell’Occidente, evidenziando le menzogne propagandate riguardo agli intenti pacifici e la violenza perpetrata in nome della lotta al terrorismo. L’oppressione della popolazione afghana da parte delle forze occidentali, mascherata da ideali di superiorità e paternalismo, è stata una realtà dolorosa e spesso ignorata. Rossi denuncia la responsabilità dell’Occidente nei crimini contro i civili, sottolineando come le forze occidentali abbiano violato i diritti umani e le convenzioni internazionali mentre dichiaravano di agire in modo etico.

Con questo libro scoprirai:

  • Diverse testimonianze toccanti e dirette delle persone colpite dall’invasione occidentale in Afghanistan.
  • Alcune storie spesso trascurate delle vittime della violenza e dei crimini durante l’occupazione.
  • Una prospettiva diversa sulla realtà vissuta dalla popolazione afghana durante quel periodo.
  • Il lato nascosto della narrazione prevalente sull’intervento occidentale nel paese.

Domande cruciali a cui il libro NATO per Uccidere risponde:

  • Quali sono le testimonianze dirette delle persone colpite dall’invasione occidentale in Afghanistan?
  • Come sono state trascurate e sottovalutate le storie delle vittime della violenza durante l’occupazione?
  • Qual è la prospettiva alternativa sulla realtà vissuta dalla popolazione afghana durante quel periodo?
  • In che modo il libro svela il lato nascosto della narrazione predominante sull’intervento occidentale nel paese?

Questo libro è dedicato a:

  • Studiosi di politica internazionale e relazioni internazionali.
  • Attivisti per i diritti umani e per la pace e lettori appassionati di giornalismo investigativo e narrazioni sul conflitto.
  • Persone interessate alla cultura e alla società dell’Afghanistan.
  • Coloro che cercano una comprensione più approfondita delle implicazioni dell’intervento occidentale in Medio Oriente.

Contenuti chiave di NATO per Uccidere:

Il libro racconta le testimonianze dirette di individui che hanno subito le conseguenze dell’invasione occidentale in Afghanistan, mettendo in luce storie spesso trascurate di vittime della violenza e dei crimini durante l’occupazione. Attraverso gli occhi di Filippo Rossi, il lettore esplora il lato poco conosciuto della narrazione prevalentemente positiva sull’intervento occidentale nel paese, fornendo una prospettiva approfondita sulle esperienze vissute dalla popolazione afghana durante quel periodo turbolento.

Dalla prefazione di Marco Pizzuti

Tutta questa guerra è stata una messa in scena solo per giustificare interessi economici, politici, di potere.

«Essere un giornalista, nell’Occidente al servizio della NATO degli Stati Uniti, in un periodo in cui la guerra è arrivata fino al cuore dell’Europa con il conflitto russo-ucraino, significa non poter esercitare liberamente il proprio mestiere contro la propaganda militare di Washington senza dover subire la censura e la diffamazione per ogni articolo controcorrente pubblicato o correre il rischio di essere assassinati. Se si vuole fare carriera e ricevere generosi compensi bisogna raccontare sotto dettatura solo la versione della Casa Bianca e guai a metterne in evidenza i crimini. Rossi però non ci ha pensato due volte e ha rinunciato all’incarico di reporter di guerra in Ucraina per non essere costretto a servire e a essere complice della propaganda USA.

Viviamo in un’epoca in cui chi rende pubblici i crimini dei governi, degli oligarchi travestiti da filantropi e delle multinazionali, come è stato fatto ad esempio da Julian Assange (fondatore di WikiLeaks) e da Edward Snowden (ex informatico dell’NSA), invece di ricevere onori e riconoscimenti dalle istituzioni per il grande servizio reso alla collettività, viene imprigionato e messo a tacere.

Ecco perché è estremamente importante il lavoro d’indagine svolto in Afghanistan da Filippo Rossi. La sua inchiesta è rivelatrice, non solo per ciò che documentato e scoperto in loco, ma anche, e soprattutto, perché ha portato alla luce il modus operandi con cui gli USA e gli Stati vassalli della NATO occupano, sfruttano e depredano Paesi ricchi di risorse naturali con il pretesto di esportare la democrazia, lasciando dietro di sé il caos sociale e un’inaudita scia di violenza e terrore».

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